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La fiumara dell'Amendolea nell'area Grecanica

La fiumara dell'Amendolea nell'area Grecanica

Ci troviamo in Aspromonte, la montagna che sovrasta Reggio di Calabria e tutta la sua provincia, svolgiamo le nostre attività nelle zone limitrofe ed all’interno del Parco Nazionale D’Aspromonte in una montagna antica come il mondo ma ad oggi, spesso ancora da scoprire.

Descrivere cosa voglia dire “Aspromonte” non è solo un problema di chi pensa all’origine del toponimo dato che essa è già oggetto di controversia. Alcuni ne sostengono l’origine greca dal significato di monte bianco,o candido Bianco, ma è improbabile che la presenza delle nevi per alcuni mesi in alta quota o il bianco di alcuni calanchi sulla costa possano aver attribuito tale caratteristica all’intero massiccio. Altri sostengono Poichè scientificamente fondata, l’ascendenza dal francese antico Aspremont, che ha il significato ovvio di “monte aspro”. Locuzione che si può leggere anche nel Purgatorio di Dante Alighieri, dove la nostra montagna è chiamata alpestre monte.

Concordi sono invece geologi e studiosi nel definirlo ultimo tratto delle “Alpi Calabresi” che comprendono anche Serre, Sila e Catena Costiera. Questo perchè nonostante l’Aspromonte possa sembrare la continuazione dell’arco appenninico in realtà poco ha a che vedere con sedimenti di predominanza calcarea. Sono prevalenti infatti le formazioni granitiche cristalline classiche tipiche dell’arco alpino. L’Aspromonte è quindi un piccolo frammento staccatosi dalla crosta continentale e che, a seguito delle immani forze tettoniche, è migrato verso sud.

Il valore aggiunto è dato dalla sua posizione al centro del Mediterraneo e dall’escursione altimetrica che va dal livello del mare ai quasi 2.000 metri del Montalto. Ciò gli conferisce una varietà di clima e di vegetazione tale da meritarsi la definizione del geografo De Stefano: “Nell’alto le Alpi, nel basso le spiagge d’Africa…”.

Poche righe quelle appena lette, per ben capire cosa voglia dire camminare in una terra alpestre immersa nel Mediterraneo, dove il termine “biodiversità” ha una valenza così grande da rappresentare una identità fisica.

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