Chalonero – La forra del sogno svanito

Cascata del Chalonero vista dalla fiumara Colella

Cascata del Chalonero vista dalla fiumara Colella

Il percorso di canyoning o di trekking immerso nella storia e nelle tradizioni dell’area Grecanica, Chalònero che dal greco vuol dire “sogno svanito” è considerata tra le cascate più alte d’Aspromonte, vantando ben 90 m di salto finale.

Caratteristiche

  • Disciplina: Canyoning, Torrentismo
  • Difficoltà: Medio difficile
  • Periodo:  Marzo Giugno
  • Comune: Roccaforte del Greco
  • Localizzazione: Parco Nazionale D’Aspromonte. Loc Piani di Amusa-Pista di Cavallo
  • Note: Necessita di fuoristrada
  • Esplorazione: Antonini-Trovato-D’Arrigo-Basagni anno 2012

Le informazioni qui riportate hanno solo fine illustrativo e non costituiscono una guida tecnica. Leggi le avvertenze

Avvicinamento

Per raggiungere la forra scenderemo su di un piccolo crinale ed il terreno scenderà vertiginosamente proprio fino al torrente. L’uscita dalla forra potrà avvenire o proprio alla base del Chalonero, dove un sentiero a mezza costa porterà fuori dal canyon o scendendo fino alla fiumara ed oltrepassandola si raggiungerà il parcheggio delle auto.

Scheda tecnica

  • Ancoraggi: Esplorativi
  • Armi: Spitfix, Naturali
  • Quota Ingresso:  1236m 
  • Quota Uscita: 750m
  • Dislivello: 470m
  • Sviluppo in Pianta:  1300m
  • Verticale Max: 90m
  • Frazionamento: 45m
  • Numero Calate: 7

Descrizione

La cascata del Chalonero, limpido toponimo grecanico, si trova infatti nei pressi di Roccaforte del Greco, e proprio dalla strada che lo collega ai Campi di Bova, la si può ammirare da novembre fino a maggio….poi svanisce, nei periodi estivi infatti, poca è l’acqua che scivola non più fragorosa dai suoi 90 metri.

La parte alta del torrente Chalonero che si forma attraverso innumerevoli impluvi di località Cropane è contraddistinta da una serie di piccole cascate, alcune attrezzate ma in realtà poco degne di nota, converrebbe probabilmente lasciare i mezzi sulla fiumara Colella seguire in parte l’ippovia ben segnalata in quel punto e risalire tutto il ripido costone che fiancheggia la verticale alta per è poi scenderla assieme alle tre rimanenti cascate.

Diversamente, bisognerebbe lasciare anche dei mezzi a Cufalo e fare la progressione di tutto il torrente.

Scendere “puzzaratti” dal dialetto locale, produce una bella emozione, sia per i suoi 90 metri che per l’antica valle che ancora profuma di Calabria antica che si apre davanti non appena appesi e che sembra lontanissima da tutto. Primo attrezzamento in esplorazione con spitfix, di cui un armo da frazionamento in parete a circa 40 metri dall’inizio della verticale che chiaramente va sempre rivisto. I salti successivi sono attrezzati in modo naturale, ma la piena invernale distrugge davvero ogni cosa, rendendo completamente differente da stagione in stagione la morfologia del terreno.

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